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Omelia IV AVVENTO C del 23 dicembre 2018

23 dicembre 2018 - IV AVVENTO C - Mi 5¸1-4a; Eb 10¸5-10; Lc 1¸39-45 TRASCRIZIONE SINTETICA La seconda lettura dice che Gesù entrando nel mondo avrebbe recitato un salmo¸ per spiegare che è venuto non per compiere un sacrificio come quelli tradizionali. Quello che Cristo ha fatto non è un sacrificio¸ secondo il senso che la parola aveva quando si sacrificavano animali e si davano a Dio offerte per il peccato. Bisognerebbe smettere di dire: offerto in sacrificio per noi. Il testo di Ebrei dice chiaramente che la parola sacrificio è diventata equivoca¸ perché quello che Gesù ha compiuto non è stato offrire il suo corpo come vittima sacrificale¸ ma compiere in tutta la sua esistenza la volontà di Dio. l´ubbidienza morale alla volontà di Dio. E´ un sacrificio di volontà. Assomiglia a quello che ha fatto Maria: sia fatta la tua volontà. E quando noi nel Padre nostro diciamo -sia fatta la tua volontà-¸ pensando a noi stessi¸ compiamo lo stesso sacrificio di Cristo. Siamo disposti a ubbidire a quello che Dio vuole da noi¸ cercando di indovinare che cosa vuole da noi¸ cosa dovremmo diventare per essere al meglio nella nostra vita. Questo si chiama adesso sacrificio. La parola non è adeguata¸ perché ricorda sempre quella materialità dei sacrifici antichi¸ mentre si tratta di comprensione¸ dedizione¸ decisione della volontภfermezza nei propositi¸ chiarezza di idee. qualcosa che riguarda la mente dell´uomo. Leggeremo in questi giorni il Vangelo di Luca e di Matteo¸ quando parlano dell´infanzia di Gesù. Come devono essere interpretati questi testi che riguardano le annunciazioni¸ la nascita¸ la fuga in Egitto¸ i primi anni di vita del Signore¸ che ci sono soltanto in Matteo e in Luca? Nei discorsi degli Atti degli Apostoli¸ letti nel periodo pasquale¸ come in quello di Pentecoste¸ non si parla della nascita di Gesù¸ la si ignora completamente¸ non si parla neanche della sua vita. Dice solo: dopo aver compiuto del bene¸ voi l´avete ucciso¸ ma Dio l´ha risuscitato¸ e lo farà venire alla fine dei secoli. La stessa cosa nel discorso successivo: voi avete chiesto Barabba e avete fatto condannare l´uomo buono¸ ma avete sbagliato. Non si parla mai¸ non solo della nascita¸ ma non si ricorda neanche niente della vita di Gesù. Si dice soltanto: è passato facendo del bene. Nella prima predicazione non si è neanche arrivati a parlare¸ in maniera narrativa¸ dei miracoli. Nello stesso discorso di Stefano¸ lui parla dell´antico testamento¸ racconta tutto quello che è successo per il tempio¸ come accusano Gesù di aver detto che il tempio è inutile¸ poi non dice altro. La ragione per cui viene lapidato è perché lui dice: vedo il Signore alla destra del Padre¸ quello che avete crocifisso lo vedo alla destra del Padre. Lo lapidano perché ha bestemmiato. Ad un certo punto i cristiani hanno detto: se Gesù adesso è alla destra del Padre¸ è perché già quando era con noi¸ Dio lo aiutava a compiere prodigi e miracoli; allora non comprendevamo bene quale fosse il suo compito¸ e forse già quando si è fatto battezzare da Giovanni ci ha fatto capire che aveva una missione che Dio gli aveva affidato. Hanno capito che nel momento del battesimo lui ha iniziato ad essere l´operatore della volontà di Dio. A quello che era successo prima non avevano neanche pensato. Infatti nella narrazione di Marco e nella narrazione concreta di Luca e di Matteo¸ la prima volta che si presenta Gesù che fa qualcosa¸ è quando Giovanni battezza nel Giordano e¸ a un certo punto¸ arriva da Nazaret uno¸ che loro non conoscevano¸ e si fa battezzare anche lui. Dopo scoprono che è Gesù¸ e raccontano che per la prima volta hanno visto Gesù al battesimo¸ e dicono che avrebbe avuto una visione dal cielo¸ e sentito una voce. (Il tema della voce è importante; c´è anche nel vangelo di oggi: appena la tua voce è giunta ai miei orecchi..... In Giovanni all´inizio di tutto c´era il Verbo. Della voce parleremo ancora). Il momento in cui Gesù appare come colui che nella risurrezione siederà alla destra di Dio è il momento del battesimo di Giovanni. Di prima non si sa niente. Vuol dire che questi racconti che parlano dell´infanzia di Gesù sono nati in maniera indipendente da tutto il resto. I vangeli dell´infanzia sono stati inventati. Perché probabilmente alcuni pagani deridevano i cristiani perché credevano in un crocifisso¸ lo consideravano un Salvatore¸ mentre non si sapeva neanche quando e da chi fosse nato. Luca ha costruito un Vangelo dell´infanzia ricco di tanta poesia e finezza di invenzione¸ per stupire i lettori. E´ nato il testo che comprende il brano che abbiamo letto oggi. Tutta questa invenzione nasconde una verità: Gesù Cristo deve essere considerato¸ fin dall´inizio della sua esistenza¸ il portatore di un progetto divino per il bene di tutti. Luca comincia con la storia di Zaccaria¸ poi Elisabetta che per cinque mesi tiene nascosta la gravidanza¸ all´inizio del sesto mese l´angelo Gabriele va da Maria¸ inventa che sarebbero parenti¸ c´è tutta la storia dell´annunciazione a Maria¸ e alla fine Maria dice: nulla è impossibile a Dio¸ sia fatta la tua volontà. E questo è il sacrificio della volontà di cui dicevo prima. Poi Maria va¸ in fretta¸ da Elisabetta in Giuda (inverosimile: bisogna attraversare tutta la Palestina)¸ entra nella casa di Zaccaria e saluta non Zaccaria ma Elisabetta (a Luca di Zaccaria non importa più)¸ e il bambino si muove nel ventre di Elisabetta (a Zaccaria era stato predetto: sarà profeta fin dal seno di sua madre) che¸ riempita di Spirito Santo¸ benedice Maria. Sono storie inventate¸ escogitate dagli evangelisti perché hanno capito che c´è un mistero insondabile¸ e in qualche modo bisogna esprimerlo. Non interessa la storicità. Per capire meglio le cose¸ va detto che Gesù è nato senza l´intervento umano. La verità oggettiva non c´entra. Dio può rendersi presente sia con¸ che senza l´ausilio di intervento umano.