» Home » Domande - Risposte   » Libro deglio ospiti    » Contatti  
Omelia VI DOM. T.O. A del 16 Febbraio 2016

Paolo ha soppresso ogni valore salvifico della legge e di tutte le leggi. Servono solo a indicare cosa si dovrebbe o non si dovrebbe fare¸ per classificare un comportamento come giusto o colpevole; ma non danno nessuna forza per poter realizzare quello che comandano. La legge non ha nessuna capacità di indurre la libertà umana ad ubbidire. L´osservanza della legge viene da qualcosa di interno alla persona¸ dalla coscienza. Per san Paolo quello che conta soprattutto è l´aiuto interiore di Dio¸ tramite il suo Spirito. Il pensiero di Paolo ha creato dei disagi già negli anni in cui si diffonde il suo pensiero; Matteo¸ che scrive il suo vangelo molto tempo dopo¸ è preoccupato che il pensiero di Paolo¸ lasciando ogni scelta alla interiore decisione della persona¸ rischi di creare impossibilità di controllare i comportamenti¸ e scandalizzi gli ebrei. Allora ha detto che il Signore non voleva abolire¸ ma voleva portare a compimento¸ cioè trasferire la legge a un livello superiore¸ trasformandone il linguaggio e la finalità. Le antitesi sono talmente arcaiche dal punto di vista costruttivo che con ogni probabilità contengono molto che risale a Gesù¸ anche se il blocco risale certamente all´evangelista. Questi testi brillano per la loro esagerazione paradossale. A pensarci bene sono un modo per ridicolizzare la legge¸ per far capire che la parola -non uccidere- è priva di valore¸ perché quello che conta non è impedire l´atto estremo¸ quello che conta è educare la persona a rispettare suo fratello. Questo modo di parlare ci fa capire una cosa importante¸ quella che qualche esegeta ha chiamato: l´inizio dell´umanesimo cristiano. Matteo ritiene che non soltanto la legge non basta a se stessa per ottenere il bene¸ ma neanche il culto; perché dice che se stai facendo l´offerta all´altare e ti viene in mente che un tuo fratello ha qualcosa contro di te¸ interrompi tutto¸ vai a riappacificarti e poi torna qui; il che significa che il culto compiuto da una persona che non è in pace coi suoi fratelli non serve a niente¸ non deve essere fatto. Questo è umanesimo: Dio viene onorato quando tu onori l´uomo¸ la donna che ti sono vicini¸ il tuo prossimo. Gesù e il vangelo parlano sempre delle persone che vivono insieme¸ della piccola comunità del villaggio¸ perché è lí che si costruiscono i rapporti che contano nella vita. Anche l´idea di riconciliarti per strada sta a significare che non sono i tribunali¸ le leggi¸ le condanne¸ quelle che migliorano la societภma la capacità dell´uomo di dare importanza alla pace con il suo fratello. Anche dire di non commettere adulterio è inutile¸ non serve a niente¸ quello che conta¸ diremmo oggi¸ è educare fin da bambini a una visione razionale¸ pulita¸ corretta¸ che tenga conto dei rapporti tra persone¸ della sessualità e dell´affettività. Perché tutto nasce nel pensiero¸ e la legge¸ la formulazione giuridica arriva al pensiero esteriormente¸ come un titolo¸ che ti lascia perfettamente freddo¸ non arriva là dove nascono le emozioni. Per questo¸ paradossalmente¸ Gesù dice che basta pensare a una donna per commettere adulterio. Ma guai se questo lo si fa diventare una nuova legge: allora è peccato mortale¸ devi confessarti; questo è stupido¸ perché non è questo che Gesù vuol dire. Matteo vuol dire: studiate bene cosa vuol dire essere uomini! Vuol dire avere una interiorità che continua a pensare¸ desiderare¸ valutare; è quello il punto in cui bisogna lavorare; è la capacità di far coincidere la parola con quello che tu veramente pensi¸ se pensi sí devi dire sí¸ altrimenti taci¸ che è meglio. Questa è la capacità di Matteo di farci capire che quello che conta è ciò che accade nella nostra mente¸ nel nostro modo di ragionare e valutare le cose¸ e che quello che ci aiuta è una specie di autoanalisi¸ di autocorrezione. Quello che forse Matteo voleva insegnarci è: Dio è dentro di te¸ la fonte della sapienza è nella tua interiore capacità di valutare¸ con la massima oggettività possibile¸ quello che ti capita quando¸ nei confronti di un tuo fratello¸ cerchi di trovare la giusta posizione da assumere. In questo senso si può parlare di tentativo matteano di creare un umanesimo cristiano.